ITERAZIONI DI UN
AMORE
Regia di
evento realizzato in collaborazione
e a sostegno delll' Associazione Onlus LIBERTAREA
Andato in scena il
17 e 18 Aprile 2008
TEATRO BARETTI
TORINO

PRESENTAZIONE
E se l'amore che aspettiamo per tutta una vita arrivasse a bussare alla porta della nostra anima da un remoto passato per metterci alla prova?
Ci troverebbe in questo tempo preparati?Iterazioni di un Amore è uno spettacolo ispirato alla poesia, poesia del linguaggio e al tempo stesso poesia dei gesti e dei suoni, nel quale il movimento, l’equilibrio, la ricerca estetica si spingono molto avanti, per avvolgere lo spettatore e trasportarlo attraverso epoche diverse cercando il contatto con l’anima e il tocco travolgente dell’Amore.Cosa si scatena nell’anima all’incontro con l’amore? Cosa accade se quest’anima appartiene ad un artista che riconosce l’amore nella propria arte e lotta nell’eterno tormento tra morale e passione?

Iterazioni di un amore, insolito e suggestivo spettacolo nel quale si mescolano molte delle leve artistiche e poetiche che creano l’emozione e la tensione della rappresentazione teatrale, propone la rilettura di un tema antico, ma sempre prepotentemente presente nel nostro esistere quotidiano come quello dell’espressione dell’amore e del rapporto eterno tra anima e destino, tra bene e male, tra morale e sensi.
Il percorso si snoda attraverso un
lungo arco temporale e coglie due
esempi di questo conflitto interiore rappresentando il rapporto tra
amore e arte in chiave letteraria, poetica, musicale e proiettandolo in
due distinte epoche, lontane tra loro eppure ugualmente
“prigioniere” di convenzioni e stereotipi.
Valentina Bartolo e Alessandro Albi
I due tempi dello spettacolo sono dedicati rispettivamente al
tormentato rapporto tra Paul Verlaine e Artur Rimbaud (il primo) e (il
secondo) a Michelangelo Buonarroti , di cui vuole sottolineare i
percorsi meno conosciuti: la poesia, il rapporto con Vittoria Colonna
(a sua volta poetessa illuminata e profonda), il conflitto interiore.
Valentina Bartolo e Alessandro Albi
Cosimo Morleo che dello spettacolo firma la regia, ha voluto
trasmettere un senso di profondo coinvolgimento nel proporre la
narrazione di questi due momenti della vita e dell’arte dei
protagonisti. Episodi meno conosciuti, forse, rispetto a ciò che
li ha resi immortali, ma enormemente veri umani nel loro struggimento
e nella forza della loro passionalità.L’emozione è un filo sottile che non lascia mai lo
spettatore. Ne è completamente avvolto attraverso le parole
(rigorosamente adeguate alla metrica, alla poesia, allo stile dei tempi
cui appartengono), ma soprattutto attraverso la musica, la grazia della
danza e delle coreografie.
Un’emozione delicata e fortissima che la musica esalta nei brani strumentali e rende indimenticabile nelle arie cantate.

Ulisse Romanò
Il passaggio tra due epoche è segnato anche dallo stile
musicale: passionale e ambiguo quello che fa da sfondo al rapporto tra
Verlaine e Rimbaud; raffinato e struggente quello che accompagna il
tormento di Michelangelo poeta.
Musiche affidate a due voci Irene Capriotti accompagnata da Giovanna Piga al pianoforte e Sabrina Pallini anch’esse in meraviglioso contrasto per sottolineare ancora una volta la forza dei sentimenti contrapposti.
Nel capitolo dedicato a Michelangelo, due preziosi momenti di emozione: le arie cantate dal contralto Irene Capriotti su testi di Vittoria Colonna "Il bianco e dolce Cigno" e il simbolico dialogo tra Amore e Morale: un serrato scambio poetico che vuole rappresentare l’eterno conflitto dell’animo umano e al tempo stesso appuntarsi sul percorso artistico del Buonarroti in un gioco di parole contrapposte che i due attori – uomo e donna – si lanciano, quasi ad inseguirsi, a corteggiarsi e a respingersi.
Nicoletta Cicalò
Copyright © 2008 Cosimo Morleo

Ulisse Romanò
Musiche affidate a due voci Irene Capriotti accompagnata da Giovanna Piga al pianoforte e Sabrina Pallini anch’esse in meraviglioso contrasto per sottolineare ancora una volta la forza dei sentimenti contrapposti.
Nel capitolo dedicato a Michelangelo, due preziosi momenti di emozione: le arie cantate dal contralto Irene Capriotti su testi di Vittoria Colonna "Il bianco e dolce Cigno" e il simbolico dialogo tra Amore e Morale: un serrato scambio poetico che vuole rappresentare l’eterno conflitto dell’animo umano e al tempo stesso appuntarsi sul percorso artistico del Buonarroti in un gioco di parole contrapposte che i due attori – uomo e donna – si lanciano, quasi ad inseguirsi, a corteggiarsi e a respingersi.
Nicoletta Cicalò
Copyright © 2008 Cosimo Morleo